lunedì 4 aprile 2011

LE CHIESE DELLA DOMENICA - ANNO A

IV domenica di quaresima 03 apr. 2011
Migliorare per guarire
L'uomo non è chiamato a difendere le proprie convinzioni ma a migliorarle. 
Gesù fa un miracolo in incognito: senza che nessuno lo sappia ridà la vista a un cieco nato che è l'unico a testimoniare la sua guarigione. Si formano così spontaneamente due partiti: il primo di quelli che crdono al miracolo e alle affermazioni del risanato e il secondo di quelli che credono all'impossibilità dei miracoli e all'indiscutabilità delle proprie opinioni. I due partiti vengono prima a diverbio e, poi, in opposizione aperta.
Chi ha ragione?
Gesù non discute ma testimonia che i ciechi che vogliono vedere con gli occhi dello spirito possono riacquistare la vista, mentre chi non vuole vedere rimarrà sempre un cieco: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane» (Gv. 9, 41).
È così: l'uomo non è chiamato a difendere le proprie convinzioni ma a migliorarle. Non chi cambia e non chi rimane, ma chi ama con sincerità la Verità e il prossimo si libera della sua cecità.

sabato 19 febbraio 2011

LE CHIESE DELLA DOMENICA - ANNO A

VII Domenica dell'anno lit. A
Impegnati a fare il bene
Chi è impegnato ad amare Dio e il prossimo non trova il tempo per odiare i nemici di Dio e del prossimo.
Chiese di Norimberga - De
Io [Gesù] vi dico: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». 
Mat. cap. 5,38-48



martedì 14 dicembre 2010

BUON NATALE!



La storia di una cartolina
Ho scritto tante cartoline di auguri per natale, forse troppe, 
vedi paginarioattuale, 
ma ne mancava una che fosse unica tra tutte. è ora di rimediare con quella di oggi. 
Non è del tutto nuova ma ne completa una precedente che, se rimane monca, rischia di non dir niente: in pratica, basta aggiungere una conclusione che sembra necessaria.


Erode manda i soldati per uccidere perché ha paura di perdere il suo regno
il Re dei cieli manda suo figlio per portare la pace...
e, ora la conclusione:
quel che per noi importa è sapere se siamo i soldati o i pastori del presepio.
Se, poi, non è abbastanza chiara si può aggiungere ancora una spiegazione.
Tutti gli uomini sono degli ‹incaricati›, a meno che pensino di essere solamente dei ‹salariati›, ciascuno deve decidere se lavorare per chi porta morte, oppure vita;
se. ancora, qualcuno non sa ancora cosa decidere, basta che guardi cosa porta in mano se la spada del soldato o il bastone del pastore, in altre parole, se egli lavora per fare danni, oppure per seminare il bene.